
Accessibilità, partecipazione e ben-essere delle persone trans e non-binarie nei musei
Verso musei trans-inclusive: etica, pratiche e responsabilità culturale tra accessibilità e diritti
di Cesare Cuzzola, Dani Martini, Nicole Moolhuijsen
Se l’ambito dell’accessibilità ha guadagnato sempre più spazio nel dibattito e nelle pratiche legate ai beni culturali in Italia [1], diventando nell’ultimo decennio uno dei temi centrali anche dal punto di vista degli investimenti strutturali e generando ricadute evidenti sulla quantità e sulla qualità dei progetti di formazione, un aspetto a lungo trascurato riguarda l’accoglienza, la partecipazione e il ben-essere delle persone trans e non binarie nei luoghi della cultura. Tale prospettiva dovrebbe acquisire crescente rilievo e consapevolezza tra chi lavora con la cultura per molteplici ragioni. Da un lato, perché si tratta di una minoranza segnata da persistenti dinamiche di esclusione sociale in diversi ambiti della società, da quello sanitario a quello educativo e culturale, a causa di barriere strutturali, pregiudizi e stigmatizzazioni, spesso rafforzati da una politica che ne mette in discussione il diritto all’autodeterminazione, anche attraverso l’uso di un linguaggio violento e polarizzante nel dibattito pubblico [2]. Dall’altro lato, poiché, come evidenziato da numerose ricerche e pubblicazioni in diversi campi di studio, il genere, da un punto di vista concettuale, è un costrutto socioculturale mutevole, che ha assunto nel corso della storia molteplici sfaccettature [3]. La sua rappresentazione all’interno delle istituzioni culturali, ad esempio attraverso processi di reinterpretazione delle collezioni, può contribuire a scardinare stereotipi e pregiudizi, favorendo una comprensione che supera le polarizzazioni dominanti e consente di coglierne la natura ampia, non binaria e in costante evoluzione [4].
In un contesto segnato da una crescente ostilità politica, sia a livello internazionale sia nazionale, nei confronti delle istanze LGBTQIA+ e che colpisce in modo particolare la comunità trans, si sono registrate, soprattutto negli Stati Uniti, vere e proprie azioni di censura culturale della storia di questa comunità, come la rimozione della lettera 'T' dal sito dello Stonewall National Monument, luogo simbolo della nascita del movimento LGBTQ+ [5]. In questo scenario, il gruppo di lavoro Genere e Diritti LGBTQ+ di ICOM Italia [6] ha deciso di dedicare a questi temi una particolare attenzione, con l’obiettivo di offrire a chi opera nel settore culturale un quadro etico e metodologico di riferimento per affrontarli con consapevolezza, su molteplici livelli operativi.
Il documento Musei e Generi: Etica, Metodi e approcci per promuovere una cultura trans-positiva e accessibile nelle istituzioni culturali, pubblicato nel 2025 e accessibile gratuitamente online, nasce da una collaborazione tra ICOM Italia e il Research Centre for Museums and Galleries dell’Università di Leicester. Si tratta della traduzione e dell’adattamento per il contesto italiano di Trans-Inclusive Culture. Guidance on advancing trans inclusion for museums, galleries, archives and heritage organisations, pubblicato nel 2023 con il supporto di oltre venti partner del settore culturale, tra cui diverse commissioni internazionali di ICOM.

Copertina del volume Musei e Generi, Copyright ICOM Italia. Illustrazione Nicky Daigoro. Impaginazione grafica We Exhibit.
Dal punto di vista metodologico, il lavoro di adattamento ha posto al centro l’esperienza incarnata delle persone trans e non binarie che vivono e operano nel contesto italiano. Oltre alla realizzazione di un’indagine qualitativa basata su interviste a persone della comunità trans, finalizzata a comprendere le barriere che ostacolano l’accesso e la partecipazione alle istituzioni culturali, il team di progetto è composto in larga parte da persone trans e non binarie. Parallelamente, è stato richiesto il patrocinio delle principali associazioni attiviste trans attive in Italia: MIT – Movimento Identità Trans, Genderlens, Libellula Italia APS, Associazione Transessuale Napoli, Sportello Trans Ala Milano Onlus. Da questo percorso è scaturita un’analisi critica che ha condotto alla modifica e all’implementazione di diverse sezioni rispetto al documento originale in lingua inglese. In particolare, è stata riservata una maggiore attenzione al tema del linguaggio, con indicazioni volte a superare l’uso del maschile sovraesteso e a esplorare pratiche inclusive anche nei contesti non amministrativi; è stato ampliato l’approfondimento dedicato all’infanzia e al rapporto con le scuole, così come sono stati integrati i riferimenti legislativi relativi alla normativa italiana, grazie alla fondamentale collaborazione dell’avv. Roberta Parigiani, co-autrice del documento.
Il fulcro del documento è costituito da un quadro etico e metodologico che attraversa tutti gli ambiti di operatività museale, dalle pratiche di catalogazione e acquisizione alle attività educative e al rapporto con i pubblici, fino alle politiche del personale e alla governance. Mettere in pratica la trans-accessibilità, infatti, non significa limitarsi a ripensare il rapporto con chi visita il museo, sebbene questa dimensione sia fondamentale, ma implica un’analisi critica di tutti gli asset che sostengono e strutturano l’attività dell’istituzione.
I quesiti di riflessione a cui il quadro etico e metodologico intende offrire risposte sono:
- Come possiamo progettare mostre, eventi e programmi che siano accessibili e inclusivi per il pubblico trans?
- Come possiamo garantire un ambiente rispettoso e sicuro per il pubblico trans?
- Come possiamo costruire una cultura organizzativa accessibile per le persone trans?
- Come possiamo collaborare attivamente con le comunità trans per promuovere una partecipazione reale?
È importante sottolineare che, all’interno di un’organizzazione, queste domande dovrebbero essere affrontate in modo integrato all’interno di una progettazione più ampia sui temi dell’Equità, Diversità e Inclusione (DEI), e non considerate come interventi sporadici o aggiuntivi. Il documento insiste inoltre sul ruolo centrale della formazione del personale, auspicando il coinvolgimento di persone con saperi incarnati, associazioni locali e figure con competenze specifiche su questi ambiti.
Infine, il documento si conclude con una serie di indicazioni di carattere etico per affrontare alcuni dei dilemmi più ricorrenti che le organizzazioni incontrano nel lavoro su questi temi. Tali dilemmi riguardano, ad esempio, questioni interpretative (come valorizzare gli aspetti genderqueer di una collezione), aspetti legati alla gestione del personale (come costruire consenso all’interno di un’organizzazione) o l’uso del linguaggio, sia istituzionale che online (come contrastare i discorsi d’odio in rete). Nel complesso, undici scenari forniscono un orientamento etico volto ad affrontare questi temi con consapevolezza della loro complessità, con umanità e con fermezza nel rispetto dei principi di non discriminazione sanciti anche dalla legislazione italiana e in relazione al diritto alla cultura [7].
Ad oggi, Musei e Generi inizia a essere adottato come riferimento da alcune realtà italiane, contribuendo a colmare una carenza strutturale di strumenti di conoscenza e formazione su questi temi. Sebbene il percorso verso una reale assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni culturali nei confronti delle istanze LGBTQIA+ sia ancora lungo, emergono segnali concreti di cambiamento: un numero crescente di istituzioni attive su questi temi e la creazione, all’interno di ICOM Italia, di un gruppo di lavoro dedicato, composto da professionist* impegnati su questi ambiti [8]. Queste trasformazioni dimostrano che sostenere l’advocacy LGBTQIA+ attraverso la cultura non è solo urgente, ma anche possibile: una scelta di politica culturale che riconosce la cultura come indissolubilmente legata ai principi di diritti e uguaglianza per tutte le persone [9].
[1] Maria Chiara Ciaccheri, Musei e accessibilità, Editrice Bibliografica, Milano 2024.
[2] Inclusion4All – Trans, Intersex and Nonbinary people at work, https://inclusion4all.eu; Kate Doyle Griffiths, “Queer Workerism Against Work”, in Transgender Marxism (a cura di Jules Joanne Gleeson, Elle O’Rourke), Pluto Press, London 2021, p. 135; Isa Borrelli, Gender is over, Feltrinelli, 2024.
[3] Alex Iantaffi, Meg-John Barker, La vita non è binaria, Odoya, Bologna 2024; Kit Heyam, Before We Were Trans, Basic Books, 2022; Lou Ms.Femme, Rivoluzione non binaria, le plurali, Roma 2025.
[4] Laurajane Smith, Emotional Heritage, Routledge, London 2020, p. 259.
[5] BBC, Transgender references removed from Stonewall Monument Website, https://www.bbc.com/news/articles/cglywwn29n6o
[6] Gruppo di Lavoro – Genere e Diritti LGBTQ+ https://www.icom-italia.org/gruppo-di-lavoro-genere-e-diritti-lgbtq/.
[7] Art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, ripreso nelle politiche della Direzione Generale Musei, http://musei.beniculturali.it/progetti/ad-arte.
[8] Nicole Moolhuijsen, Musei, genere e queerness, Nomos Edizioni, Busto Arsizio 2026.
[9] Richard Sandell, Museums, Moralities and Human Rights, Routledge, London 2016.
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