Letture
Letture sono i molti sguardi e le molte prospettive che - sul tema dell'accessibilità - si incrociano in ogni momento dell'esperienza culturale: dall’accoglienza nei luoghi della cultura, all’esperienza vissuta all’interno di essi, fino alla creazione partecipata di nuovi modelli di relazione.
Questa sezione raccoglie riflessioni teoriche su questi temi ma anche testimonianze e pratiche di musei, archivi e biblioteche, utili a comporre una visione trasversale e multidisciplinare dell'accessibilità. Con un controcanto di notizie, aggiornamenti, spunti, racconti.
Ma i tag aiutano a filtrare in base al proprio interesse... e, dunque, buona lettura!
L'arte di accogliere
È disponibile per la fruizione on demand un nuovo corso di formazione a distanza proposto da “Personeper. Accessibilità nei luoghi della cultura”, piano nazionale di formazione ideato per migliorare l’accessibilità di spazi, contenuti e servizi dei luoghi della cultura. In cinque ore, aperto a tutti, il corso “L’arte di accogliere” propone l’accoglienza come pilastro della missione stessa di musei, archivi e biblioteche e ne esplora tutte le potenzialità, tra concetti, strategie, strumenti.

Dall'editoria ai musei: contenuti nativamente accessibili per i luoghi della cultura
L’articolo analizza l’accessibilità come diritto e come responsabilità sistemica, alla luce della Convenzione ONU e dell’European Accessibility Act. Il modello dell’editoria accessibile promosso da Fondazione LIA mostra l’efficacia di un ecosistema coordinato, proposto come riferimento anche per i musei.
Pratiche di accessibilità per le mostre temporanee
L’articolo racconta il percorso del Museo dell’Ara Pacis verso una progettazione delle mostre sempre più accessibile, inclusiva e partecipativa. Attraverso sperimentazioni progressive, inizialmente rivolte a specifici pubblici e poi estese a tutti, l’accessibilità diventa parte strutturale del progetto culturale. Dispositivi multisensoriali, linguaggi plurimi e collaborazioni con enti e comunità trasformano l’esperienza di visita. Le mostre si configurano così come spazi di relazione, scelta e interpretazione attiva. L’accessibilità emerge come leva di innovazione e di ripensamento del museo come servizio pubblico.
Accessibilità museale: un dovere, non una possibilità
L’articolo propone l’accessibilità come processo dinamico e universale, che riguarda tutti e non categorie di pubblico. Il museo è inteso come istituzione al servizio della società, chiamata a dialogare con le comunità e a costruire narrazioni condivise. Attraverso esperienze concrete maturate in diversi musei della Sicilia, vengono esplorati approcci multisensoriali, linguaggi plurimi e strumenti accessibili integrati nella pratica quotidiana. Le sperimentazioni raccontate mostrano come l’inclusione possa trasformare luoghi, ruoli e relazioni. Il museo emerge così come spazio vivo di partecipazione, responsabilità e coesione civica.
L’accessibilità nei musei: un investimento che produce futuro
Ludovico Solima esamina come l’accessibilità quale principio strategico per ridefinire il ruolo pubblico dei musei generi ricadute virtuose: valore economico nel medio-lungo termine e effetti sul piano della sostenibilità sociale.
Considerare l’accessibilità quale principio strategico per ridefinire il ruolo pubblico dei musei genera ricadute virtuose. Per prima cosa, le politiche di accessibilità costruiscono prossimità, capaci di creare relazioni di fiducia e favorire nuove forme di partecipazione. In questo senso vanno l’apertura alla dimensione senso-percettiva nei percorsi di visita, che arricchisce il racconto museale e accoglie nuovi pubblici; così come l’utilizzo di tecnologie quali abilitatori di senso. Tutti questi interventi accessibili producono ritorni misurabili, anche in termini di sostenibilità economica: una lettura manageriale matura del fenomeno mostra come questi interventi generano valore nel medio-lungo periodo. L’accessibilità, inoltre, produce effetti anche sul piano della sostenibilità sociale, ampliando la cittadinanza culturale, riducendo le disuguaglianze e generando benessere relazionale. L’accessibilità è quindi una leva fondamentale per il futuro dei musei e, soprattutto, un investimento che produce futuro.
Co-progettare la cultura: etica e complessità per un museo più accessibile
Miriam Mandosi riflette sul senso e la costruzione di processi di coprogettazione di accessibilità culturale in ambito museale. Ne restituisce il portato etico e ne traccia le varie fasi, dall'ideazione fino al mantenimento in essere: un percorso complesso e fragile, che richiede cura, dedizione e fomrazione continua.
Partecipare culturalmente? È (ancora) un privilegio
Francesco Mannino analizza le barriere sociali e culturali che in Italia limitano l’accesso alla vita culturale e fanno percepire la cultura come uno spazio elitario, escludendo chi non ne padroneggia i codici.
Oltre agli ostacoli fisici, economici o territoriali, pesano soprattutto segnali simbolici e rituali che fanno percepire la cultura come uno spazio elitario, escludendo chi non ne padroneggia i codici. L’immaginario culturale dominante, poco rappresentativo della diversità presente nel Paese, marginalizza storie e memorie di gruppi sottorappresentati, in particolare persone con background migratorio. Il testo presenta esempi di pratiche interculturali e comunitarie che riducono tali barriere rendendo musei e biblioteche luoghi condivisi e partecipati. Perché questi cambiamenti diventino strutturali, servono politiche di lungo periodo basate su governance partecipativa, pluralità linguistica e redistribuzione del potere culturale. La sfida finale è ridefinire il 'noi' della cultura italiana, riconoscendo la diversità come risorsa e condizione per una democrazia culturale più ampia.

Cristina Musinelli
Segretario generale della Fondazione LIA ETS dal 2014, organizzazione no profit creata dall'Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), che promuove la cultura dell'accessibilità nel campo editoriale, riconosciuta come caso di eccellenza anche a livello internazionale.
Dal 1988 è consulente per l’editoria digitale dell’AIE, dove gestisce progetti europei e internazionali, cura il programma di formazione professionale e collabora con l’Ufficio Studi nelle sue attività di ricerca.
È membro del Board di Meet, il primo Centro internazionale per l’Arte e la Cultura Digitale, e di EDRLab (European Digital Reading Lab), co-chair del W3C Digital Publishing Business Group, membro dello Steering Committee dell’European Inclusive Forum del Daisy Consortium e dell’Accessibility Steering Committee dell’ABC Consortium di WIPO (World Intellectual Property Organization) ed esperto della sezione ISO OT UNI/CT 014/SC 04 "Automazione e documentazione".

Fondazione LIA
Fondazione LIA ETS è un'organizzazione no profit, creata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI). Promuove la cultura dell’accessibilità per permettere a tutte le persone con disabilità visiva o difficoltà di lettura dei prodotti editoriali a stampa di scegliere come, quando e cosa leggere, favorendone l’integrazione sociale e la partecipazione attiva al mondo della cultura, della scuola e del lavoro. La Fondazione per raggiungere questo obiettivo supporta editori, aziende e istituzioni nazionali e internazionali nella creazione di prodotti e servizi editoriali accessibili con attività di consulenza e formazione, offerta di servizi e progetti di ricerca e sviluppo.

Dario Scarpati
Dario Scarpati, archeologo, laureato all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha lavorato come operatore per le disabilità in CRI ed altri Centri riabilitativi. Si occupa dagli anni ’90 di museologia accessibile. Ha coordinato la Commissione Tematica “Accessibilità Museale” di ICOM-Italia dalla sua costituzione nel 2007 sino al 2017. Ha diretto dal 1998 al 2008 il Museo Civico di Poggio Mirteto (RI) dove ha svolto sperimentazioni sul tema dell’accessibilità ed ha promosso due Giornate di Studio coinvolgendo professionalità del mondo sociale, culturale e medico. Ha partecipato a progetti e laboratori sul tema in Italia ed all’estero (in particolare a Roma, Mantova, Palermo, Guimaraes, Lubiana, Maribor, Antakya, Timisoara, ecc.). È stato relatore in convegni dedicati all’accessibilità (Roma, Matera, Palermo, Leicester, Liverpool, Erfurt, Bruxelles ecc.). È autore di diversi articoli e pubblicazioni sul tema della museologia accessibile.

Francesca Romana Chiocci
Francesca Romana Chiocci è dottoressa di Ricerca in Storia e Conservazione dell’Oggetto d’Arte e d’Architettura. Dopo la laurea in Lettere, con indirizzo storico artistico, conseguita presso l'Università di Roma Tre, è stata borsista presso l'Università Cattolica di Milano e il Musée du Louvre. Dal 2018 lavora presso l'Ufficio Gestione e Organizzazione del Museo dell'Ara Pacis. Dopo aver svolto un percorso di formazione presso il Museo Tattile Omero di Ancona e la Fondazione Paideia di Torino, oggi si occupa, tra le altre cose, di didattica e accessibilità museale.

Miriam Mandosi
Storica dell’arte, consulente e progettista culturale specializzata in accessibilità museale e welfare culturale. Collabora con musei, enti pubblici e privati e organizzazioni culturali per sviluppare percorsi e progetti culturali e programmi formativi.

Gino Roncaglia
Gino Roncaglia è professore di Digital Humanities e di Editoria digitale presso l'Università di Roma Tre. È autore di numerosi libri e articoli accademici sia nel campo della storia della logica che nel campo delle digital humanities. È consulente scientifico per la sezione culturale e didattica della RAI, ed è stato consulente scientifico e autore di alcune trasmissioni televisive sui nuovi media dal 1996 in poi.