musei
Il museo come spazio possibile: pratiche e prospettive di ricerca
A partire da un’esperienza personale e da una ricerca sul campo, il contributo riflette sull’accessibilità museale nella prospettiva della neurodiversità. Le sessanta visite realizzate con Fateci Posto APS nei musei romani hanno permesso di sperimentare pratiche fondate sulla relazione, sulla flessibilità dei tempi e sull’attenzione al contesto sensoriale. L’accessibilità emerge così non come insieme di adattamenti rivolti a pubblici 'speciali', ma come ripensamento delle pratiche educative e relazionali del museo. Una prospettiva che invita le istituzioni culturali a lasciarsi trasformare dalle persone che le attraversano.

Verso istituzioni culturali accessibili
È disponibile nelle librerie una raccolta di tre volumi pubblicata nell'ambito del programma Personeper. Accessibilità nei luoghi della cultura. Una proposta editoriale, curata da Anna Chiara Cimoli e Domenico Sergi, che contribuisce al dibattito pubblico sull'accessibilità culturale parlando a musei archivi e biblioteche come spazi di diritto, partecipazione e sviluppo sociale.
Attraverso contributi stranieri per la prima volta tradotti in italiano, contributi originali appositamente commissionati e un apparato di illustrazioni, le pubblicazioni affrontano ciascuna una macro-questione — spazio, linguaggio, rappresentazione — secondo una prospettiva trasversale ai diversi luoghi della cultura.
Mediare, raccontare, comunicare
Raccontare il patrimonio culturale oggi significa rendere accessibili contenuti, linguaggi ed esperienze a pubblici sempre più diversi. Mediare, raccontare, comunicare, è il corso online, disponibile su fad.fondazionescuolapatrimonio.it, per chi si occupa di curatela, educazione, mediazione e comunicazione di patrimonio culturale e collezioni.
L'abbattimento delle barriere relazionali nell'accesso ai luoghi della cultura
L’articolo affronta il tema dell’accessibilità ai luoghi della cultura come diritto fondamentale delle persone con disabilità, sancito anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Viene evidenziato il passaggio da una visione centrata sulla persona a una prospettiva ambientale, in linea con l’ICF 2001, che attribuisce un ruolo decisivo al contesto. Accanto alle barriere architettoniche e sensoriali, il testo approfondisce le barriere relazionali, spesso invisibili ma fortemente impattanti. Si analizzano atteggiamenti problematici degli operatori culturali, come pietismo, infantilizzazione e assistenzialismo, sottolineando la necessità di superarli. Infine, si propone la formazione sulle competenze comunicative e relazionali come leva centrale per costruire contesti realmente inclusivi e partecipativi.
L'accessibilità al patrimonio culturale e la disabilità visiva
L’articolo analizza l’accessibilità culturale per le persone con disabilità visiva, evidenziando come un approccio inclusivo richieda attenzione a tutti gli aspetti della fruizione, dall’accoglienza alla percezione tattile e visiva delle opere. Viene sottolineata l’importanza di strumenti come percorsi tattili, mappe e modellini, riproduzioni a rilievo, didascalie in braille e QR code con audiodescrizioni, insieme a indicazioni chiare e dettagliate sul linguaggio e sull’orientamento. La progettazione deve considerare le differenti condizioni visive e le esigenze individuali, offrendo accomodamenti ragionevoli e supporti personalizzati. Fondamentale è il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nella progettazione e nella valutazione dei percorsi. L’obiettivo è garantire un’esperienza culturale significativa, arricchente e accessibile per tutti i visitatori.
Accessibilità come paradigma: il V&A East Storehouse
Il V&A East Storehouse di Londra inaugura una nuova museologia, trasformando il deposito in uno spazio pubblico radicalmente accessibile e privo di percorsi prestabiliti. Attraverso strumenti sensoriali, video in lingua dei segni e l'abbattimento delle barriere fisiche, l'istituzione rende fruibili oltre 500mila oggetti della collezione. L'esperienza supera il tradizionale divieto di 'non toccare', promuovendo un'esplorazione personale e la visione diretta del lavoro di restauro. Il progetto ridefinisce il museo come rete aperta di significati, trasformando il 'dietro le quinte' in un'occasione di partecipazione attiva.
Accessibilità ovvero portare al centro le persone
L’articolo interpreta l’accessibilità come un approccio sistemico che attraversa tutte le funzioni del museo, trasformandolo in una infrastruttura sociale orientata al benessere, alla partecipazione e al riconoscimento. Attraverso il caso delle Gallerie degli Uffizi, viene mostrato come la mediazione culturale e la progettazione inclusiva possano ridefinire la relazione con pubblici eterogenei. L’istituzione del Dipartimento Mediazione Culturale e Accessibilità segna un passaggio verso pratiche fondate sull’esperienza diretta, l’ascolto e la co-costruzione. Gli strumenti attivati – dalle Activity Bag alle narrazioni digitali, dai percorsi tattili alle esperienze multisensoriali – rispondono a bisogni diversi valorizzando pluralità di linguaggi e percezioni. Ne emerge un modello di museo come spazio relazionale, in cui l’accessibilità diventa pratica continua e condivisa di cittadinanza culturale.